Movimento Biblico Cattolico missione di  Mugnano di Napoli  via San Lorenzo, presso chiesetta San Lorenzo

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Spunti di riflessione sugli atti degli apostoliCap 21°

 
a cura di Gennaro Strazzulli     

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Paolo va a Gerusalemme

i punti più salienti di questo capitolo sono:

1)Paolo si inginocchia pregare sulla spiaggia

2)la casa dell’ evangelista filippo , casa di preghiera

3)Paolo a Gerusalemme

4) arresto di Paolo

 

1)Partito da Mileto subito dopo il saluto ai responsabili della comunita’ di Efeso

Paolo riprende il viaggio che dovrà portarlo a Gerusalemme, arrivati a Patara il gruppo dei missionari, s’imbarcarono su una nave che toccava le varie coste siro-libanese, per poi toccare i porti di Tiro e Cesarea, giunti dapprima a Tiro perche la nave doveva scaricare, trovando sul posto un gruppo di credenti Paolo e i compagni si trattennero con loro una settimana edificandoli e istruendoli. A termine di questo tempo, i fratelli venuti a sapere che a Gerusalemme Paolo avrebbe potuto vedersela male lo invitarono a non partire, ma questi non ne volle sapere, quindi a malincuore insieme  a moglie e figli si diressero verso il mare per accompagnare i missionari che partivano, arrivati sulla spiaggia al momento del commiato tutti, si inginocchiarono e pregarono salutandosi a vicenda . E’ davvero edificante questo passaggio, La stima e il rispetto che i credenti nutrivano per Paolo erano fuori dal comune e un quadro davvero spirituale e tenero ,intere famiglie di credenti si scomodarono per accompagnare il loro amico e apostolo confortandolo con la loro fraterna presenza, mettendo  tutto nelle mani Dio.  La preghiera era il massimo dell’espressione di amicizia che i fratelli avessero per i missionari.Anche in questi gesti di solidarietà e amicizia, si concretizzano le parole del maestro “ amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi  Gv. 15,12 “Signore nostro, amorevole e fonte di misericordia ,tenero verso tutte le tue creature clemente e misericordioso infondi  anche  in noi oggi il coraggio di spostarci dalle nostre sicurezze, dalle nostre comode situazioni e andare per le strade, sull’ esempio di Paolo e i suoi amici , e come i cristiani di Tiro si prodigarono spiritualmente e materialmente per loro,  cosi anche noi possiamo tenere in considerazione  i fratelli e le sorelle  che si affaticano per diffondere il vangelo come pionieri , e la nostra preghiera per loro non manchi mai, sostenendo  spiritualmente e in tutti   modi l’opera di diffusione del vangelo nel mondo , iniziando dalla comunita’ in cui viviamo la nostra esperienza di fede  amen.

2)GIUNTO POI A CESAREA PAOLO E I COMPAGNI VENGONO OSPITATI NELLA CASA DELL’ EVANGELISTA FILIPPO , UNO DEI SETTI DIACONI DEPUTATI AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’ Atti 6,5 qui il termine evangelista sta ad indicare che questo fratello della prima ora, (scelto dagli apostoli come uno sei primi sette diaconi ). Questi quando pare  non si sia limitato a fare solo un servizio esclusivo di carita’ ma si sia adoperato contemporanea nel diffondere il vangelo del Signore, e’ un esempio di come la carita’ da sola senza essere accompagnata da un fervoroso apostolato non ha senso  e rischia di divenire sterile e si cade nell’ assistenzialismo “ pietoso” il tutto a discapito della diffusione del vangelo , in passato le opere di carita’ “esasperate” hanno soffocato l’apostolato , e ci siamo ritrovati poi una chiesa devozionistica e ignorante delle cose del Signore ,basta guardare al secolo passato la diffusione di ordini monastici maschili e femminili  nati quasi esclusivamente per far fronte a dei bisogni materiali degli uomini di quel tempo, di per se una cosa bellissima ,  tutte queste forze impiegate in questo campo ,  impedirono che ci fosse anche una retta conoscenza della verita’,trascurando talora di dare   anche cibo spirituale ai battezzati, e l’  ignoranza che vige attualmente e conseguenza di una cattiva gestione dell’ apostolato di ieri . Am 8,11; 12 (fede fai da te, nuovo  paganesimo  superstizione  diffusa ). Sicuramente la sua casa dovette ben presto divenire un centro di assemblea  liturgica ,e casa di preghiera per la locale comunita’ cristiana, egli era sposato e padre di quattro ragazze devote e collaboratori del padre nella predicazione, il termine nubili ci puo’ suggerire il pensiero che esse avessero scelto tale situazione per essere delle pioniere a tempo pieno Atti 21,9  il versetto 8 ci riferisce che dopo alcuni giorni giunge anche un profeta , di nome Agabo già trovato in atti 11,28, l’intervento di questo profeta aveva al tempo permesso di esprimere riconoscenza nei confronti della comunita ‘ madre di Gerusalemme inviando aiuti materiali tramite Barnaba e Paolo in occasione della carestia che vi fu al tempo dell’ imperatore Claudio. Sebbene il profetare nella nuova fede aveva un senso diverso dai profeti del A. T. (PROFETARE TRA I CRISTIANI E PIU’ ANNUNCIARE E PREDICARE, CHE PREDIRE IL FUTURO ) Agabo in questo caso usa la simbologia antica ecco allora la cintura legata ai piedi e alle mani, segno della prigionia che Paolo dovrà’ affrontare a Gerusalemme per opera dei pagani, incitati comunque dai giudei cristiani, all’udire questa “profezia” i presenti e anche gli stessi compagni di viaggio cercano in tutti modi di distogliere Paolo dal raggiungere Gerusalemme . Forse la notizia che i giudei cristiani fossero molto avversi nei confronti  di Paolo , (in quanto sappiamo bene che  essendo  un grande sostenitore della giusta tesi ,che per essere cristiani non bisognava  assolutamente sottostare alla legge di Mose ‘in quanta questa con Gesu’ era stata  superata ,ma  malgrado il concilio di Gerusalemme avesse chiarito la cosa Atti 15,28 i Cristiani provenienti dal giudaismo non lo accettavano ancora di buon grado ,anzi vedevano in questo ,  un tradimento da parte di Paolo sia nazionalistico, che religioso). Paolo a un certo punto con risolutezza,  dette fine alle loro insistenze costellate da lacrime e affetto sincero , dicendo ai fratelli di lasciarlo andare , perche’ lui era pronto  anche a morire per amore del Signore Gesu’ Cristo,  a un certo punto visto , che non si lasciva persuadere , cedettero e lo lasciarono partire ,   Atti 21, 14.

3) Accompagnato quindi da alcuni fratelli di Cesarea, i quali conoscevano un certo discepolo di nome Manasone , (cristiano della prima ora) , Atti 21,16 questi ospitò il gruppo in casa sua ,il testo ci dice che arrivati a Gerusalemme i fratelli accolsero i missionari festosamente Atti 21,17, il giorno dopo, Paolo con molta umilta’ si presenta dal responsabile della comunità , l’apostolo Giacomo detto anche il minore e fratello di Gesù’(di questo si e’ parlato nel cap. 12° )stando al testo,si legge oltre a Giacomo vi erano riuniti per ascoltare Paolo tutto il gruppo dei responsabili della comunita’ di Gerusalemme. Dopo il saluto l’apostolo fece,esposizione dell’ opera missionaria da lui svolta, tra i pagani,dopo il racconto , notiamo dalle righe un certo “rimproverò” che  fanno all’apostolo delle genti, essi affermarono   che molti giudei  giunti  alla fede,  e restando attaccati alla loro tradizione giudaica e legge mosaica ,erano  turbati dall’insegnamento di Paolo circa la non osservanza della legge di Mose’ Atti 21,21, che delusione per il povero Paolo , siamo alle solite, umanamente lo sconforto lo dovette prendere , dopo un concilio ,dopo tanto predicare soffrendo ogni sorta di persecuzione ,ancora deve sentirsi rimproveri dai suoi fratelli , pare che anche essi non abbiano compreso nulla . C’e’ veramente da soffrire in una circostanza simile.  Inoltre notiamo con disappunto una certa ipocrisia ,da parte degli anziani di Gerusalemme , per salvare la faccia ,e per dimostrare ai giudei cristiani, che Paolo non era contro la legge. Lo invitano a presentarsi in pubblico sciogliendo un voto, ad usanza dei giudei ,Atti 21 ,24 il “povero” Paolo pur di non urtare la suscettibilità di questi, si rende disponibile a compiere un simile gesto che sicuramente in cuor suo era considerato inutile ATTI 21,26.

4) Nemmeno questo gesto di umilta’ e obbedienza ai responsabili della comunita’ di Gerusalemme servi a molto, infatti leggiamo che, i giudei agguerriti nei suoi confronti  vedendolo nel tempio,  lo denigrano e lo insultano, sparando menzogne su di lui, accusandolo persino di aver introdotto nel tempio dei pagani , nulla di  più falso , ma in realta’ lo avevano solo   visto in compagnia di Trofimo di Efeso un cristiano non giudeo, e come tutti sappiamo l’ingresso nel tempio ai non giudei non era consentito . Come succede sempre in questi casi la folla si lascia coinvolgere dalle urla dei piu’ prepotenti e si unisce spesso nelle loro scelleratezze, senza riflettere a cio’ che stanno  per fare ,cosi strumentalizzati da alcuni, misero le mani su Paolo come se fosse un  malfattore e lo trascinarono fuori dal tempio come uno straccio; come Gesu’ anche Paolo e tutti i ministri giusti di Dio saranno nei secoli trattati in questo modo senza nessuno sconto. LO HANNO FATTO A ME LO FARANNO ANCHE A VOI Gv. 15,18;1. La ressa dovette essere tale che qualcuno avvisò il tribuno, il quale, credendo si trattasse di qualche rivolta si precipita con soldati sul posto , notiamo che la prima cosa che fa, senza nemmeno accertarsi,  lo fa arrestare e mettere in catene , poi successivamente si  informa a suo riguardo , anche qui come in Atti 19,32, nella rivolta degli orefici fomentata da Demetrio, la folla era discorde nel dare informazioni erano li a gridare  senza sapere nemmeno il perche ‘ chi diceva una cosa, chi altro ( povera  umanita’ confusa)Atti 21,34. Il  tribuno impossibilitato a capire il motivo di tanto astio nei confronti di quest’ uomo , penso’ di farlo portare  nella fortezza , nella speranza di capirci qualcosa, chissa’ lo stato d’animo di Paolo quale doveva essere in quel momento, certo si dovette sentire abbandonato e solo ma pieno di fede e di coraggio che gli veniva dall’ Alto. Non curandosi delle grida che lo volevano morto. coraggioso e intraprendente qual’ era,  rivolgendosi al tribuno chiese di poter parlare , questi nel sentirlo parlare in greco rimase confuso,  in quanto credeva fosse un delinquente comune un certo egiziano rivoltoso ( Ben Stada’ citato anche dallo storico G .Flavio)  ecco allora che egli volgendosi a Paolo stupefatto,  gli chiede come mai conoscesse il greco,  senza indugio informò il tribuno che egli era Giudeo della citta’ di Tarso di Cilicia, detto questo chiede di poter parlare ai suoi connazionali , a tale richiesta il tribuno acconsente. SIGNORE L’APOSTOLO DELLE GENTI IL TUO  FEDELE SERVITORE PAOLO E’DINNAZI A UN “autorità”) UOMO CHE HA FATTO DELLA SUA VITA UN ANNUNCIATORE DELLE REALTA’ DEL CIELO, CONFORTANDO ,ESORTANDO ,LIBERANDO. ORA SI TROVA IN UNA SITUAZIONE DI DOVER CHIEDERE DI ESSERE ASCOLTATO DA UNA FOLLA INFEROCITA . COME A LUI DESTI LA FORZA DELLA PAROLA, DONACI  DÌ POTER ESSERE SUOI IMITATORI IN TUTTI MOMENTI IN CUI  CI CHIEDI DI RENDERTI TESTIMONIANZA AMEN.

DOMANDE DI RIPASSO:

1)A  Cesarea in quale casa dimorarono Paolo e i compagni?

2)Filippo in quale passo degli atti lo troviamo precedentemente?

3)Che sta significare il temine evangelista in questo caso  Atti 21,8

4) Agabo chi e’ Atti 21,10

5)Paolo giunto a Gerusalemme dove trovo’ alloggio?Atti 15,16

6)Giacomo e gli anziani di Gerusalemme  cosa vollero che paolo facesse  ? Atti 21,23

7)A Paolo nel tempio cosa successe ?Atti 21,28

8)Perche gli mossero l’accusa di aver introdotto non ebrei nel tempio ?

9) La folla che gridava sapeva almeno il perche’ lo facesse ? Atti 21,34

10)Perche’ il tribuno si meraviglio’? Atti 21, 37

 

 

 

 

 

 
 

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