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Paolo va a Gerusalemme
i punti più salienti di
questo capitolo sono:
1)Paolo si inginocchia pregare sulla spiaggia
2)la casa dell’ evangelista filippo , casa di
preghiera
3)Paolo a Gerusalemme
4) arresto di Paolo
1)Partito da Mileto subito dopo il saluto ai
responsabili della comunita’ di Efeso
Paolo
riprende il viaggio che dovrà portarlo a Gerusalemme, arrivati a Patara
il gruppo dei missionari, s’imbarcarono su una nave che toccava le varie
coste siro-libanese, per poi toccare i porti di Tiro e Cesarea, giunti
dapprima a Tiro perche la nave doveva scaricare, trovando sul posto un
gruppo di credenti Paolo e i compagni si trattennero con loro una
settimana edificandoli e istruendoli. A termine di questo tempo, i
fratelli venuti a sapere che a Gerusalemme Paolo avrebbe potuto
vedersela male lo invitarono a non partire, ma questi non ne volle
sapere, quindi a malincuore insieme a moglie e figli si diressero verso
il mare per accompagnare i missionari che partivano, arrivati sulla
spiaggia al momento del commiato tutti, si inginocchiarono e pregarono
salutandosi a vicenda . E’ davvero edificante questo passaggio, La stima
e il rispetto che i credenti nutrivano per Paolo erano fuori dal comune
e un quadro davvero spirituale e tenero ,intere famiglie di credenti si
scomodarono per accompagnare il loro amico e apostolo confortandolo con
la loro fraterna presenza, mettendo tutto nelle mani Dio. La preghiera
era il massimo dell’espressione di amicizia che i fratelli avessero per
i missionari.Anche in questi gesti di solidarietà e amicizia, si
concretizzano le parole del maestro “ amatevi gli uni gli altri come io
ho amato voi Gv. 15,12 “Signore nostro, amorevole e fonte di
misericordia ,tenero verso tutte le tue creature clemente e
misericordioso infondi anche in noi oggi il coraggio di spostarci
dalle nostre sicurezze, dalle nostre comode situazioni e andare per le
strade, sull’ esempio di Paolo e i suoi amici , e come i cristiani di
Tiro si prodigarono spiritualmente e materialmente per loro, cosi anche
noi possiamo tenere in considerazione i fratelli e le sorelle che si
affaticano per diffondere il vangelo come pionieri , e la nostra
preghiera per loro non manchi mai, sostenendo spiritualmente e in
tutti modi l’opera di diffusione del vangelo nel mondo , iniziando
dalla comunita’ in cui viviamo la nostra esperienza di fede amen.
2) GIUNTO
POI A CESAREA PAOLO E I COMPAGNI VENGONO OSPITATI NELLA CASA DELL’
EVANGELISTA FILIPPO , UNO DEI SETTI DIACONI DEPUTATI AL SERVIZIO DELLA
COMUNITA’ Atti 6,5 qui il termine evangelista sta ad indicare che questo
fratello della prima ora, (scelto dagli apostoli come uno sei primi
sette diaconi ). Questi quando pare non si sia limitato a fare solo un
servizio esclusivo di carita’ ma si sia adoperato contemporanea nel
diffondere il vangelo del Signore, e’ un esempio di come la carita’ da
sola senza essere accompagnata da un fervoroso apostolato non ha senso
e rischia di divenire sterile e si cade nell’ assistenzialismo “
pietoso” il tutto a discapito della diffusione del vangelo , in passato
le opere di carita’ “esasperate” hanno soffocato l’apostolato , e ci
siamo ritrovati poi una chiesa devozionistica e ignorante delle cose del
Signore ,basta guardare al secolo passato la diffusione di ordini
monastici maschili e femminili nati quasi esclusivamente per far fronte
a dei bisogni materiali degli uomini di quel tempo, di per se una cosa
bellissima , tutte queste forze impiegate in questo campo , impedirono
che ci fosse anche una retta conoscenza della verita’,trascurando talora
di dare anche cibo spirituale ai battezzati, e l’ ignoranza che vige
attualmente e conseguenza di una cattiva gestione dell’ apostolato di
ieri . Am 8,11; 12 (fede fai da te, nuovo paganesimo superstizione
diffusa ). Sicuramente la sua casa dovette ben presto divenire un
centro di assemblea liturgica ,e casa di preghiera per la locale
comunita’ cristiana, egli era sposato e padre di quattro ragazze devote
e collaboratori del padre nella predicazione, il termine nubili ci puo’
suggerire il pensiero che esse avessero scelto tale situazione per
essere delle pioniere a tempo pieno Atti 21,9 il versetto 8 ci
riferisce che dopo alcuni giorni giunge anche un profeta , di nome Agabo
già trovato in atti 11,28, l’intervento di questo profeta aveva al tempo
permesso di esprimere riconoscenza nei confronti della comunita ‘ madre
di Gerusalemme inviando aiuti materiali tramite Barnaba e Paolo in
occasione della carestia che vi fu al tempo dell’ imperatore Claudio.
Sebbene il profetare nella nuova fede aveva un senso diverso dai profeti
del A. T. (PROFETARE TRA I CRISTIANI E PIU’ ANNUNCIARE E PREDICARE, CHE
PREDIRE IL FUTURO ) Agabo in questo caso usa la simbologia antica ecco
allora la cintura legata ai piedi e alle mani, segno della prigionia che
Paolo dovrà’ affrontare a Gerusalemme per opera dei pagani, incitati
comunque dai giudei cristiani, all’udire questa “profezia” i presenti e
anche gli stessi compagni di viaggio cercano in tutti modi di
distogliere Paolo dal raggiungere Gerusalemme . Forse la notizia che i
giudei cristiani fossero molto avversi nei confronti di Paolo , (in
quanto sappiamo bene che essendo un grande sostenitore della giusta
tesi ,che per essere cristiani non bisognava assolutamente sottostare
alla legge di Mose ‘in quanta questa con Gesu’ era stata superata ,ma
malgrado il concilio di Gerusalemme avesse chiarito la cosa Atti 15,28
i Cristiani provenienti dal giudaismo non lo accettavano ancora di buon
grado ,anzi vedevano in questo , un tradimento da parte di Paolo sia
nazionalistico, che religioso). Paolo a un certo punto con risolutezza,
dette fine alle loro insistenze costellate da lacrime e affetto sincero
, dicendo ai fratelli di lasciarlo andare , perche’ lui era pronto
anche a morire per amore del Signore Gesu’ Cristo, a un certo punto
visto , che non si lasciva persuadere , cedettero e lo lasciarono
partire , Atti 21, 14.
3) Accompagnato quindi da alcuni fratelli di
Cesarea, i quali conoscevano un certo discepolo di nome Manasone ,
(cristiano della prima ora) , Atti 21,16 questi ospitò il gruppo in casa
sua ,il testo ci dice che arrivati a Gerusalemme i fratelli accolsero i
missionari festosamente Atti 21,17, il giorno dopo, Paolo con molta
umilta’ si presenta dal responsabile della comunità , l’apostolo Giacomo
detto anche il minore e fratello di Gesù’(di questo si e’ parlato nel
cap. 12° )stando al
testo,si
legge oltre a Giacomo vi erano riuniti per ascoltare Paolo tutto il
gruppo dei responsabili della comunita’ di Gerusalemme. Dopo il saluto
l’apostolo fece,esposizione dell’ opera missionaria da lui svolta, tra i
pagani,dopo il racconto , notiamo dalle righe un certo “rimproverò” che
fanno all’apostolo delle genti, essi affermarono che molti giudei
giunti alla fede, e restando attaccati alla loro tradizione giudaica
e legge mosaica ,erano turbati dall’insegnamento di Paolo circa la non
osservanza della legge di Mose’ Atti 21,21, che delusione per il povero
Paolo , siamo alle solite, umanamente lo sconforto lo dovette prendere ,
dopo un concilio ,dopo tanto predicare soffrendo ogni sorta di
persecuzione ,ancora deve sentirsi rimproveri dai suoi fratelli , pare
che anche essi non abbiano compreso nulla . C’e’ veramente da soffrire
in una circostanza simile. Inoltre notiamo con disappunto una certa
ipocrisia ,da parte degli anziani di Gerusalemme , per salvare la faccia
,e per dimostrare ai giudei cristiani, che Paolo non era contro la
legge. Lo invitano a presentarsi in pubblico sciogliendo un voto, ad
usanza dei giudei ,Atti 21 ,24 il “povero” Paolo pur di non urtare la
suscettibilità di questi, si rende disponibile a compiere un simile
gesto che sicuramente in cuor suo era considerato inutile ATTI 21,26.
4) Nemmeno questo gesto di umilta’ e obbedienza ai
responsabili della comunita’ di Gerusalemme servi a molto, infatti
leggiamo che, i giudei agguerriti nei suoi confronti vedendolo nel
tempio, lo denigrano e lo insultano, sparando menzogne su di lui,
accusandolo persino di aver introdotto nel tempio dei pagani , nulla di
più falso , ma in realta’ lo avevano solo visto in compagnia di
Trofimo di Efeso un cristiano non giudeo, e come tutti sappiamo
l’ingresso nel tempio ai non giudei non era consentito . Come succede
sempre in questi casi la
folla
si lascia coinvolgere dalle urla dei piu’ prepotenti e si unisce spesso
nelle loro scelleratezze, senza riflettere a cio’ che stanno per fare
,cosi strumentalizzati da alcuni, misero le mani su Paolo come se fosse
un malfattore e lo trascinarono fuori dal tempio come uno straccio;
come Gesu’ anche Paolo e tutti i ministri giusti di Dio saranno nei
secoli trattati in questo modo senza nessuno sconto. LO HANNO FATTO A ME
LO FARANNO ANCHE A VOI Gv. 15,18;1. La ressa dovette essere tale che
qualcuno avvisò il tribuno, il quale, credendo si trattasse di qualche
rivolta si precipita con soldati sul posto , notiamo che la prima cosa
che fa, senza nemmeno accertarsi, lo fa arrestare e mettere in catene ,
poi successivamente si informa a suo riguardo , anche qui come in Atti
19,32, nella rivolta degli orefici fomentata da Demetrio, la folla era
discorde nel dare informazioni erano li a gridare senza sapere nemmeno
il perche ‘ chi diceva una cosa, chi altro ( povera umanita’
confusa)Atti 21,34. Il tribuno impossibilitato a capire il motivo di
tanto astio nei confronti di quest’ uomo , penso’ di farlo portare
nella fortezza , nella speranza di capirci qualcosa, chissa’ lo stato
d’animo di Paolo quale doveva essere in quel momento, certo si dovette
sentire abbandonato e solo ma pieno di fede e di coraggio che gli veniva
dall’ Alto. Non curandosi delle grida che lo volevano morto. coraggioso
e intraprendente qual’ era, rivolgendosi al tribuno chiese di poter
parlare , questi nel sentirlo parlare in greco rimase confuso, in
quanto credeva fosse un delinquente comune un certo egiziano rivoltoso (
Ben Stada’ citato anche dallo storico G .Flavio) ecco allora che egli
volgendosi a Paolo stupefatto, gli chiede come mai conoscesse il greco,
senza indugio informò il tribuno che egli era Giudeo della citta’ di
Tarso di Cilicia, detto questo chiede di poter parlare ai suoi
connazionali , a tale richiesta il tribuno acconsente. SIGNORE
L’APOSTOLO DELLE GENTI IL TUO FEDELE SERVITORE PAOLO E’DINNAZI A UN
“autorità”) UOMO CHE HA FATTO DELLA SUA VITA UN ANNUNCIATORE DELLE
REALTA’ DEL CIELO, CONFORTANDO ,ESORTANDO ,LIBERANDO. ORA SI TROVA IN
UNA SITUAZIONE DI DOVER CHIEDERE DI ESSERE ASCOLTATO DA UNA FOLLA
INFEROCITA . COME A LUI DESTI LA FORZA DELLA PAROLA, DONACI DÌ POTER
ESSERE SUOI IMITATORI IN TUTTI MOMENTI IN CUI CI CHIEDI DI RENDERTI
TESTIMONIANZA AMEN.
DOMANDE DI RIPASSO:
1)A Cesarea in quale casa
dimorarono Paolo e i compagni?
2)Filippo in quale passo degli atti
lo troviamo precedentemente?
3)Che sta significare il temine
evangelista in questo caso Atti 21,8
4) Agabo chi e’ Atti 21,10
5)Paolo giunto a Gerusalemme dove
trovo’ alloggio?Atti 15,16
6)Giacomo e gli anziani di
Gerusalemme cosa vollero che paolo facesse ? Atti 21,23
7)A Paolo nel tempio cosa successe
?Atti 21,28
8)Perche gli mossero l’accusa di
aver introdotto non ebrei nel tempio ?
9) La folla che gridava sapeva
almeno il perche’ lo facesse ? Atti 21,34
10)Perche’ il tribuno si meraviglio’?
Atti 21, 37
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