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Per
la festa dell’Annunciazione invito a leggere due brani del Trattato della
Vera Devozione alla Santa Vergine Maria di San Luigi Maria Grignion de
Montfort (1673-1716). Primo brano: i veri devoti della Santa Vergine
“avranno una singolare devozione per il grande mistero dell'Incarnazione del
Verbo, il 25 marzo, che è il mistero proprio di questa devozione, perché
questa devozione è stata ispirata dallo Spirito Santo: 1) per onorare e
imitare la dipendenza ineffabile che Dio Figlio ha voluto avere da Maria,
per la gloria di Dio Padre e per la nostra salvezza, dipendenza che appare
particolarmente in questo mistero in cui Gesù Cristo è prigioniero e schiavo
nel seno della divina Maria e in cui dipende da lei in tutte le cose; 2) per
ringraziare Dio delle grazie incomparabili che ha fatto a Maria e
particolarmente di averla scelta come sua degnissima Madre, scelta che è
stata fatta in questo mistero” (cap. VIII).
Secondo brano: “Poiché il tempo non mi permette di fermarmi a spiegare le
eccellenze e le grandezze del mistero di Gesù vivente e regnante in Maria, o
dell'Incarnazione del Verbo, mi limiterò a dire in poche parole che abbiamo
qui il primo mistero di Gesù Cristo, il più nascosto, il più elevato e il
meno conosciuto;
che è in questo mistero che Gesù, d'accordo con Maria, nel suo seno, che è
per questo chiamato dai santi «la sala dei segreti di Dio», ha scelto tutti
gli eletti; che è in questo mistero che ha operato tutti i misteri della sua
vita che sono seguiti, per l'accettazione che ne ha fatto: «Entrando nel
mondo Cristo dice: Ecco, io vengo per fare la tua volontà» (Eb 10,5.7); e,
di conseguenza, che questo mistero è un compendio di tutti i misteri, che
contiene la volontà e la grazia di tutti; infine, che questo mistero è il
trono della misericordia, della liberalità e della gloria di Dio” (cap. VIII).
I due testi sono collegati tra loro. In primo luogo San Luigi Maria afferma
che il mistero dell’Incarnazione è il primo mistero cui i veri devoti della
Santa Vergine devono rivolgere la loro attenzione. In secondo luogo,
sostiene che il mistero della vita segreta di Gesù in Maria è il mistero che
contiene tutti gli altri misteri, il punto di partenza per tutte le
meraviglie della sua vita.
Analizziamo il primo testo e quindi il secondo.
Il Trattato della Vera Devozione alla Santa Vergine secondo me è un testo
profetico per quanto afferma sui misteri e sulla devozione a Nostra Signora.
Annuncia verità profonde che saranno approfondite solo in un’epoca futura di
fioritura della Chiesa e quindi della teologia, che lo stesso santo chiama
“Regno di Maria”. Oggi il significato delle sue parole non può ancora essere
pienamente compreso. Per esempio, chi oserà dire di aver capito
l’affermazione secondo cui Gesù Cristo, Dio stesso, fu per un tempo “schiavo
di Maria” quando viveva nel suo seno? Dopo l’Annunciazione e il sì di Maria,
Nostro Signore si fece carne nel suo seno. Da allora ebbe perfetta
conoscenza di sua Madre. Viveva in lei come in un monastero di clausura, in
contatto esclusivo e in completa dipendenza umana dalla Madonna: la più
perfetta dipendenza che si possa dare sulla Terra.
Il
Verbo Incarnato, completamente consapevole fin dal primo momento della sua
incarnazione, scelse di vivere all’interno di una creatura. Per sua scelta
visse all’interno di questo tempio e di questo palazzo, in misteriosa
relazione con Nostra Signora.
Dio manifesta la sua onnipotenza nell’Incarnazione. La manifesta anche
mantenendo vergine la Madonna prima, durante e dopo il parto. L’Incarnazione
è un evento così straordinario che Dio avrebbe potuto disporre perché Nostro
Signore nascesse pochi giorni dopo il concepimento. Ma non lo fece. Il
Signore scelse di vivere per nove mesi nel seno di Maria. Volle stabilire
questa forma speciale di dipendenza da lei. Scelse di avere con lei questa
profonda e misteriosa relazione dell’anima. San Luigi Maria dice che scelse
di diventare suo “schiavo”: un’espressione centrale in tutta la teologia
mariana del santo, che può lasciarci perplessi specialmente se la riferiamo
a Gesù Cristo ma che per il santo è essenziale e che dobbiamo comprendere a
fondo. Schiavo? Sì. Anzi, uno schiavo ha la sua vita, respira da solo, ha
almeno libertà di movimento. Gesù volle farsi più che schiavo: accettò di
dipendere interamente da Nostra Signora.
Che tipo di relazione fra le anime di Gesù e della Madonna si stabilì in
quel periodo? Che tipo di unione? Di per sé, il mistero è impenetrabile. Ma,
almeno per avere un punto di partenza, possiamo considerare che nel mistero
dell’Incarnazione Nostro Signore assume interamente la natura umana. Vero
Dio, diventa anche vero uomo. Ha un’anima e un corpo come li abbiamo noi.
Nella sua umanità discende da Adamo ed Eva come noi. Ma nello stesso tempo
la sua anima umana aveva – anzi ha – un’unione con Dio così stretta che Gesù
Cristo è e resta una persona della Santissima Trinità. C’è una sola persona
di Cristo, non due, anche dopo l’Incarnazione. Com’è possible tutto questo?
È un mistero. I teologi si diffondono sulla nozione di unione ipostatica, ma
non sciolgono veramente il mistero.
Considerando la sua natura divina e umana, come spiegare il grido di Gesù
sulla croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. In quel momento
certamente Gesù continuava a essere Dio, eppure aveva scelto di soffrire
nella sua umanità un abbandono e un isolamento totale. Si sentiva
completamente abbandonato nella sua umanità mentre rimaneva unito a Dio
Padre e allo Spirito Santo nella sua divinità. Di nuovo, non possiamo
spiegare tutto: è un mistero.
L’unione di Nostro Signore con Maria quando era nel suo seno non è
naturalmente l’unione ipostatica, eppure quest’ultima ci aiuta in via
analogica a capire. Se nella sua umanità Gesù poteva sentirsi abbandonato
sulla croce senza compromettere la sua divinità, poteva essere come dice San
Luigi Maria “schiavo” di Nostra Signora nel suo seno – s’intende, anche qui
nella sua umanità. Ma rimangono molti aspetti misteriosi, su cui penso che
getterà luce una teologia nuovamente capace di fiorire nel Regno di Maria,
per la maggior gloria di Dio e delle anime.
Anche nell’unione mistica di Nostra Signora con ciascuno dei suoi devoti,
che San Luigi Maria chiama “schiavi”, ci sono punti non ancora interamente
chiariti. Eppure si tratta di qualche cosa di molto più semplice dei divini
misteri dell’unione di Maria con Gesù.Se sono misteri, nessuna spiegazione
li esaurisce. Possiamo dire però che la contemplazione del mistero
dell’Incarnazione ci aiuta a combattere due delle principali dottrine della
Rivoluzione: il panteismo e il soggettivismo.
Secondo il panteismo, tutto è uno e tutto è buono; una cosa non si distingue
essenzialmente da un’altra. Tutte le creature formano una sola grande
persona cosmica e collettiva. Il soggettivismo afferma che ogni persona
umana è assolutamente autonoma e non ha veramente bisogno di essere unita ad
altre.
La Chiesa Cattolica condanna entrambi questi errori. Afferma che ogni
persona è autonoma e distinta in quanto individuo, ma che l’apertura agli
altri è costitutiva e necessaria. La teologia e la filosofia spiegano come
per approfondire la nozione di persona ultimamente è necessario considerare
la sua relazione con Dio.
Quando la relazione di Gesù Cristo con Nostra Signora nell’Incarnazione sarà
meglio compresa, si comprenderà qualcosa di più anche le pagine più
misteriose dell’“Apocalisse”. È del tutto lecito pregare e sperare che un
giorno sorga una nuova alba in cui gli orizzonti della teologia possano
espandersi e I legami fra molti misteri, per quanto umanamente possibili,
possano chiarirsi.San Luigi Maria afferma che il mistero dell’Incarnazione
contiene tutti gli altri. Sappiamo che ogni giorno di festa della Chiesa
porta con sé una grazia speciale. Nella giornata di oggi la prima misteriosa
unione di Nostro Signore con Nostra Signore viene a noi, per così dire, con
un profumo speciale.
Dobbiamo affidarci con speciale forza alla Madonna in questo giorno di
festa, e chiederLe la grazia di diventare i suoi umili soggetti e “schiavi”,
come fece lo stesso Bambino Gesù quando viveva nel suo seno.
Autore: Plinio Corrêa de Oliveira
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