Eutanasia, la corsa a sinistra degli anglicani

Dopo la notizia, clamo­rosa, del «consiglio» di la­sciar morire i 'neonati pre­maturi o handicappati ema­nato da un alto esponente della Chiesa anglicana, è le­cito chiedersi cosa sia rima­sto del famoso ecumeni­smo. Dal Concilio Vaticano Il in poi il Vaticano ha fatto carte false per «tendere la mano» ai «fratelli separa­ti» protestanti, ortodossi e soprattutto anglicani.

I pri­mi sono stati «avvicinati» mettendo la sordina sulla Madonna e i Santi, introdu­cendo il volgare nella litur­gia e volgendo l'altare al po­polo, così che la Messa cat­tolica somigliasse il più pos­sibile alla «commemorazio­ne» protestante, centralità del «sermone» (a scapito di quella del Sacrificio) com­presa. Quasi subito, però, si scoprì che si stava dialo­gando al vento perché le de­nominazioni protestanti maggiori (luterani, calvini­sti ecc.) erano praticamen­te diventate scatole vuote, in quanto i loro fedeli era­no diventati in larghissima maggioranza pentecostali; cioè, non si riconoscevano più nelle Chiese «classi­che» e si caratterizzavano per una ricerca di contatto immediato (i.e. senza me­diazioni) con la divinità.

Per inseguire un gregge in fuga, le vecchie Chiese pro­testanti erano costrette a una maggiore «liberalizzazione» su quasi tutto, cosa che le allontanava vieppiù dai cattolici.

Gli ortodossi, dal canto loro, non hanno mai ceduto uno spillo della loro rigidi­tà. Anzi, con la cadu­ta dell' Urss hanno accentuato la loro auto­concezione «territoria­le)), accu­sando la Chiesa cat­tolica di proselitismo. Eredi del cesaropapi­smo bizantino, considera­no i Paesi in cui sono stori­camente diffusi «cosa loro)) e di nessun altro. Inutile ag­giungere, poi, che l'avvici­namento cattolico ai prote­stanti su Madonna, Santi e liturgia è stato pari all'al­lontanamento, su questi stessi temi, dall'ortodossia. Tutte le speranze di parte cattolica erano dunque pun­tate sugli anglicani, consi­derati, non a torto, i più “vici­ni” e per ciò stesso i più avvici­nabili. Il “dialogo” sembrava talmente a buon pun­to da far ri­tenere im­minentissi­ma la storica riunio­ne.

Addirit­tura, dopo il Concilio si arrivò al punto di scoraggiare apertamente le con­versioni di anglicani al papi­smo, cosa che per secoli, fin dai tempi di Elisabetta J, aveva costituito un flusso corposo e costante, coinvol­gendo nomi di spicco quali Hugh Benson, i cardinali Newman e Manning, Oscar Wilde, T.S. Eliot, Evelyn Waugh, Alec Guinness e tanti altri.

Epperò la Chiesa anglicana vedeva altrettan­to costantemente svuotarsi i suoi templi per colpa di un secolarismo che in Inghil­terra molto più che altrove sembrava avere allignato. Così, si provocò un vero e proprio collasso con la deci­sione di ammettere al sa­cerdozio le donne: intere parrocchie, parroco in te­sta, passarono al cattolice­simo; perfino qualche ve­scovo. Cosa tanto più rimar­chevole se si considera la scarsa contentezza vatica­na per un afflusso che man­dava a gambe levate decenni di dialogo interconfessio­nale. Aumentava, intanto, la “corsa a sinistra” della Chiesa anglicana, che cre­deva di poter frenare l'emorragia “aprendo” ai gay ed esibendosi in funam­bolismi come la correzione dei passi delle Scritture in cui Dio appare “maschio” e la censura della croce per “non offendere i laici”.

Ora, eccoli approvare l'eu­tanasia sui neonati, altro terreno su cui la Chiesa cat­tolica non può seguire nes­suno. Morale: l'ecumeni­smo è un fallimento totale, il “dialogo” pure.

Rimango­no in piedi solo gli “esper­ti” e le rispettive cattedre. Quando si prenderà atto che costoro da un pezzo non fanno che parlarsi stan­camente e inutilmente ad­dosso l'un altro?

 

 

Rino Cammilleri

 

 Home     Home Argomenti