Beatrice De Rosa

   
 

Star bene in famiglia : Pillole  di riflessioni

                                                                         

Il  senso di diventare come bambini (Mt. 18, 1-4)

 Cosa significa che “ bisogna diventare come bambini”?

Ci aiuterà sapere che la parola che viene tradotta con “bambino” è la parola Greca “paidion”, che è un diminutivo della parola “pais”. “Pais” vuol dire un bambino molto giovane, quindi “paidion”, come diminutivo, indica un bambino ancora più piccolo. Quindi, probabilmente il bimbo che Gesù chiamò a Sé aveva da uno a cinque anni, e le qualità nei bambini che Gesù intendeva erano quelle che hanno i bambini di questa piccola età.

I bambini piccoli, quando sono in presenza di adulti che danno sicurezze , non sanno nemmeno cosa vuol dire desiderare di essere grandi. Non vogliono dominare sugli altri . Loro sono  soggetti alla guida e alla cura dei genitori in ogni cosa.  Sono contenti di essere i piccoli.

Un bambino piccolo, anziché cercare di essere il più grande, è umile. Quando un piccolo bambino ha da mangiare, e da coprirsi dal freddo, gli basta stare nella presenza dei genitori, ed è contento. Infatti, è molto bello vedere quanto un bambino può essere contento quando si trova in braccio ai suoi genitori. Anche se ci sono dei pericoli o delle situazioni difficili per i genitori, il bimbo è tranquillo se sta con loro. Quindi, è umile. Non mira ad ottenere grandi cose. (Salmo 131)

I bambini hanno questa umiltà, questa contentezza e questa tranquillità perché  hanno una grande fede nei genitori. Un bambino piccolo crede a qualsiasi cosa che i genitori gli dicono, senza fare ragionamenti fra se per valutare se quella cosa gli sembra fattibile. Chiaramente, questa fede cieca può essere di enorme beneficio per i genitori nel loro arduo compito di educare ed allevare il figlio. Allo stesso tempo, può essere malamente usata per ingannare il bimbo.  Se il genitore gli promette che farà una certa cosa, gli basta la parola del genitore.

Un piccolo bambino non ha alcun desiderio di avere,  gli interessa essere amato e curato, non gli interessa nemmeno avere i soldi. È contento con poche cose.

 

Il ruolo dei genitori nel rapporto con i figli adolescenti.

La famiglia : palestra di vita.

(cl. 3,20. Pr.6,20)

I ragazzi  che ricevono dai loro genitori tutto ciò che desiderano e che non riescono mai a rinunciare a nulla, imparano presto ad avere delle aspettative specifiche, che non vengono mai deluse, e che li conducono spesso a rimanere centrati su di sé, oltre che non riuscire a comprendere i bisogni e i desideri altrui.  Questi, con difficoltà accettano di spartire le  loro cose  con i compagni e le attenzioni dei genitori con gli altri membri della loro famiglia. Molto spesso può accadere che i genitori stessi confondano il grande affetto che nutrono nei confronti del proprio figlio con la loro necessità di dargli tutto ciò che egli chiede e desidera: non sempre ciò sta ad indicare la presenza e l’espressione di un grande amore nei suoi confronti,dato che spesso un’eccessiva attenzione ed una forte protezione da ogni possibile delusione e dispiacere possono, al contrario, generare in lui una profonda insicurezza, oltre che un’incapacità a tollerare la frustrazione e a superare da solo ogni possibile sofferenza.  All’interno di quest’ottica, la famiglia stessa, con i ruoli specifici di ciascuno dei suoi membri,con le sue regole e le sue dinamiche, rappresenta per il ragazzo  un’importante opportunità dove poter imparare il rispetto delle regole, dei ruoli, dei bisogni e dei punti di vista altrui, e il senso del dovere, oltre che la possibilità di condividere con gli altri gli affetti e le attenzioni che circolano nel suo sistema familiare. Oltre a ciò, può accadere anche che molti genitori che trascorrono poco tempo con il proprio figlio, scelgano di non di negargli mai nulla, per non creare conflitti nel rapporto con lui e per far sì che quei pochi momenti di condivisione siano sempre molto sereni. Altre volte, per molti genitori può sembrare più semplice crescere il proprio figlio senza mai rispondere di no alle sue richieste, anche se nel tempo tale continua disponibilità può al contrario rendere più complessa la gestione del rapporto con lui. (Ef. 6,1)

 

Come rovinare un figlio

 

1-Viziatelo, accontentatevi del 6-

 3- latitate

 4-iperproteggetelo

 5-imbottitelo di merendine

 6-incollatelo alla tv

 7-lavatevene le mani

 8-lasciate che si annoi

9-svegliatevi solo quando è grande...”

Credo sia importante pretendere tanto dai nostri figli, credo sia fondamentale farli faticare per il raggiungimento dei loro obiettivi. Credo sia importante e di vitale importanza capire  che nessun obiettivo è troppo alto da raggiungere.

Non è questione di  severità, è questione di educazione e di amore verso i nostri figli”.

La serenità di un figlio e la sua capacità di interagire in modo corretto in una società, dipendono in gran parte dall’educazione ricevuta in famiglia . Certo, essere educatori non è semplice e del resto non esistono regole prestabilite e veriinconfutabili a cui attenersi per garantire il benessere ad un figlio. Ma è pur vero che, più spesso di quel che pensiamo, gli errori educativi risiedono proprio in quegli atteggiamenti e in quelle indicazioni che riteniamo più giuste, più adeguate al “suo bene” e sicuramente tutt’altro che “rovinose”.

Atteggiamenti negativi:

1) dare al bambino fin da piccolo tutto ciò che desidera, così crescerà convinto che il mondo gli sia debitore di tutto il necessario per vivere;

 2) sorridere divertiti quando ripete le parolacce imparate, così si convincerà di essere molto spiritoso e aumenterà la dose;

3) non dargli alcuna educazione spirituale e religiosa almeno finché non sia grande e possa quindi scegliere e decidere da sé, con la stessa logica per la quale non si dovrebbe insegnargli l'italiano perché magari da grande preferirà parlare un’ altra lingua;

 4) lodarlo in presenza di amici e conoscenti, così si convincerà di essere il più intelligente dei suoi coetanei;

5) evitare l'uso del termine 'male' che potrebbe sviluppare nel bambino un senso di colpa, così che da grande, quando sarà giustamente punito per le sue colpe, crederà che la società è contro di lui e lo perseguita;

 6) raccogliere tutto ciò che lascia in disordine,  facendo ogni cosa al posto suo, in modo da abituarlo a scaricare sugli altri tutti i propri pesi;

7) lasciargli leggere e vedere tutto quello che desidera, dargli tazze d’oro senza preoccuparsi di che cosa ci sia dentro da bere;

8) litigare spesso in sua presenza, così farà anch'egli nella sua futura famiglia;

 9) dargli sempre tutto ciò  che desidera;

10)  soddisfare sempre ogni suo capriccio ;

11) difenderlo sempre di fronte al mondo, dicendo che tutti hanno dei pregiudizi contro di lui; ( Mt. 10,16)

 

 Quando da grande il bambino si comporterà male  ci difenderemo  dicendo: “con lui non siamo mai riusciti a ottenere nulla”.

 

Beatrice De Rosa

 

 

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